LuisaRibolzi

Sociologa dell’educazione, docente, ricercatrice. Una vita dedicata alla scuola, alla formazione degli insegnanti e al pensiero che trasforma le istituzioni educative.

Malnate, 1944 — Milano, 2023
Luisa Ribolzi

Photo credits: Luisa Ribolzi

Una voce libera
nella scuola italiana

Luisa Ribolzi nasce a Malnate, in provincia di Varese, il 6 dicembre 1944. Si diploma al Liceo Classico Berchet di Milano nel 1963 e si laurea in Lettere Moderne con 110 e lode all’Università Cattolica del Sacro Cuore nel 1968, con una tesi in sociologia sulla cultura giovanile. Due anni dopo consegue la specializzazione in sociologia presso il COSPOS dell’Università Statale di Milano.

Dopo un’esperienza alla Mondadori — dove lavora nella redazione di Topolino — nel 1972 torna all’università e alla ricerca, prima a Trento e poi in Cattolica. Da quel momento non si fermerà più: la sua intera vita professionale sarà consacrata allo studio dei sistemi educativi, alla formazione degli insegnanti e alla ricerca di una scuola più autonoma, più giusta e più consapevole del proprio ruolo nella società.

“Una donna di eccezionale finezza, intelligenza rara, amabile ironia, grandissima cultura e professionalità; una persona di grande fede, umanità e pazienza verso tutti.”

— Giorgio Vittadini, Fondazione per la Sussidiarietà

“La vera partita del confronto aperto e del cammino comune si gioca proprio nelle classi, tra i banchi di scuola.”
Luisa Ribolzi

Una carriera al servizio
della formazione

1963

Liceo Classico Berchet, Milano

Diploma di maturità classica.

1968

Laurea in Lettere Moderne — Università Cattolica, Milano

110/110 e lode. Tesi in sociologia sulla cultura giovanile.

1970

Specializzazione in Sociologia — COSPOS, Università Statale di Milano

Formazione avanzata in metodi e teorie sociologiche.

1970–72

Arnoldo Mondadori Editore

Redattrice presso la redazione di Topolino. Un’esperienza editoriale insolita che precede il ritorno alla ricerca accademica.

1972–87

Ricercatrice — Università di Trento e Cattolica di Milano

Contrattista e poi ricercatrice di sociologia dell’educazione. Prima a Trento (1972–74), poi alla Cattolica, dove approfondisce i temi dell’abbandono scolastico e dell’autonomia.

1975

Cofondatrice di CLAS

Socio fondatore della società di ricerca e consulenza nel campo della formazione, poi confluita nel 1989 in Gruppo CLAS.

1987

Professore Associato — concorso nazionale

Vince il concorso per professore associato in sociologia dell’educazione.

1988–92

Università degli Studi di Bari — Facoltà di Filosofia

Docente di sociologia dell’educazione nel capoluogo pugliese.

1992

Università degli Studi di Genova — Facoltà di Scienze della Formazione

Si trasferisce a Genova, dove insegna sociologia dell’educazione e sociologia della famiglia. Diventa professore ordinario e vicepreside di facoltà.

1996

Visiting Fellow — Institute of Education, Londra

Fellow dell’Unione Europea presso il Centre for Higher Education Studies, consolidando la dimensione internazionale della sua ricerca.

2010

Pensionamento e prosecuzione dell’attività

Lascia la cattedra a Genova in gennaio ma prosegue come professore a contratto e come responsabile dell’area formazione di Gruppo CLAS.

2023

21 dicembre 2023

Luisa Ribolzi viene a mancare a 79 anni, lasciando un’eredità intellettuale immensa e la gratitudine di generazioni di studenti, colleghi e insegnanti.

Al servizio delle istituzioni

OCSE / CERI

Membro del Consiglio Direttivo del Centre for Educational Research and Innovation in rappresentanza dell’Italia.

ANVUR

Vicepresidente dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca.

Commissioni Ministeriali

Consulente e membro di commissioni per quattro Ministri dell’Istruzione: Berlinguer, Moratti, Fioroni e Gelmini.

INDIRE

Membro del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa.

Fondazione per la scuola della Compagnia di San Paolo

Membro del Consiglio Direttivo.

AIS — Associazione Italiana Sociologi

Coordinatrice della sezione di Sociologia dell’Educazione e membro del Direttivo.

Progetto Excelsior

Presidente del Comitato Scientifico del sistema di rilevazione dei fabbisogni della domanda di lavoro delle imprese.

La sua voce, il suo pensiero

Due interventi pubblici di Luisa Ribolzi, testimonianza viva del suo modo di pensare la scuola, l’autonomia e il ruolo dell’educatore.

Anteprima TodiEdu 2022 — Educare per il domani
TodiEdu 2022

Educare per il domani

Anteprima seminario di Formia
Seminario di Formia

Seminario Formia — intervento di Luisa Ribolzi

Le pubblicazioni
di Luisa Ribolzi

1984
La scuola incompiuta. Un’analisi degli abbandoni nella scuola secondaria superiore
Vita e Pensiero
1993
Sociologia e processi formativi
La Scuola
1997
Il sistema ingessato. Autonomia, scelta e qualità nella scuola italiana
La Scuola
1999
Il dirigente scolastico: manuale di base
Carocci
2001
L’autovalutazione nella scuola dell’autonomia
La Scuola
2012
Società, persona e processi formativi. Manuale di sociologia dell’educazione
Mondadori Università

L’ironia come strumento e metodo

Interrogata su quale fosse il suo testo scientifico più importante, Luisa affermava senza esitazioni “il Manuale di Nonna Papera” (un vero e proprio bestseller pubblicato negli anni a partire dal 1970 da Disney Mondadori).

Luisa aveva una conversazione brillante, accattivante, iniziava spesso le sue conferenze o lezioni o interventi in convegni con una citazione dotta o con una battuta che catturava l’uditorio e qualche volta lo disorientava. Ma l’ironia deve essere considerata, nella figura di Luisa, tutt’altro che qualcosa di semplicemente caratteriale, solo un tratto di personalità che la rendeva piacevole nella conversazione.

Ho riflettuto su questa dimensione ed esperienza diretta dell’uso dell’ironia nelle relazioni interpersonali così come in quelle professionali e in contesti istituzionali, formali. L’ironia, come ben affermava già Socrate, è segno di libertà di pensiero, di qualità delle relazioni gestite all’insegna della leggerezza, che però lascia un segno duraturo. L’ironia è quindi un modo per alleggerire le situazioni, per sviluppare una critica intelligente e misurata, è la capacità di ridimensionare e ricollocare… Federico Fellini sosteneva che l’ironia è importante e non è una forma di disimpegno.

Per Luisa, l’ironia — “giocata” per sé e per gli altri — rappresentava un vero e proprio stile di vita non banale e quindi strumento e metodo di lavoro nei diversi contesti nei quali si è trovata ad operare, da quelli accademici a quelli istituzionali o professionali.

L’ironia concepita come strumento e metodo consente di far emergere la possibilità di ricollocare il problema posto, di non esasperarlo, di utilizzare un metro di giudizio della posizione altrui non polemico o contrappositivo, dando la possibilità di espressione a tutti i partecipanti e quindi di stabilire o di recuperare un contesto collaborativo.

L’ironia, come ben emerge da studi in ambito filosofico o psicologico, si rileva essere potente mezzo di comunicazione: infatti, attraverso l’utilizzo dell’ironia garbata le situazioni conflittuali si depotenziano, il dibattito diventa maggiormente produttivo, la comunicazione porta a esiti positivi. Luisa era molto abile nello stabilire, attraverso l’uso dell’ironia, un dialogo con persone che esprimevano idee, opinioni, o atteggiamenti distanti dai suoi. Ciò le ha consentito di entrare in molti ambienti istituzionali e non, sviluppando sempre di più una capacità cruciale nelle relazioni scientifiche e istituzionali, quella di reperire e valorizzare le risorse in campo, ma anche di dare fiducia e di stabilire relazioni solide e durature nel tempo.

Nelle nostre società, attraversate da conflitti e continue contrapposizioni e divisioni, abbiamo particolarmente bisogno di strumenti adeguati e di metodologie di conduzione delle relazioni sociali, di acquisire capacità di dialogo e di confronto che producano forme di intesa o di conciliazione.

Quanto affermato appare particolarmente importante per la scuola e più in generale per gli ambienti educativi, dalla famiglia alla comunità locale, alle varie forme di aggregazione come lo sport, alle diverse associazioni per il tempo libero. Invece di competere sistematicamente, con il risultato di chiusure e contrapposizioni a volte insanabili, andrebbero sviluppate strategie di alleggerimento delle tensioni, considerando di più la possibilità — che a volte appare proprio residuale — di costruire un accordo possibilmente duraturo, che consenta anche una migliore gestione delle risorse e delle esperienze sul campo.

Elena Besozzi
In ricordo di un’amica
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