LuisaRibolzi
Sociologa dell’educazione, docente, ricercatrice. Una vita dedicata alla scuola, alla formazione degli insegnanti e al pensiero che trasforma le istituzioni educative.
Photo credits: Luisa Ribolzi
Una voce libera
nella scuola italiana
Luisa Ribolzi nasce a Malnate, in provincia di Varese, il 6 dicembre 1944. Si diploma al Liceo Classico Berchet di Milano nel 1963 e si laurea in Lettere Moderne con 110 e lode all’Università Cattolica del Sacro Cuore nel 1968, con una tesi in sociologia sulla cultura giovanile. Due anni dopo consegue la specializzazione in sociologia presso il COSPOS dell’Università Statale di Milano.
Dopo un’esperienza alla Mondadori — dove lavora nella redazione di Topolino — nel 1972 torna all’università e alla ricerca, prima a Trento e poi in Cattolica. Da quel momento non si fermerà più: la sua intera vita professionale sarà consacrata allo studio dei sistemi educativi, alla formazione degli insegnanti e alla ricerca di una scuola più autonoma, più giusta e più consapevole del proprio ruolo nella società.
“Una donna di eccezionale finezza, intelligenza rara, amabile ironia, grandissima cultura e professionalità; una persona di grande fede, umanità e pazienza verso tutti.”
— Giorgio Vittadini, Fondazione per la Sussidiarietà
“La vera partita del confronto aperto e del cammino comune si gioca proprio nelle classi, tra i banchi di scuola.”Luisa Ribolzi
Una carriera al servizio
della formazione
Liceo Classico Berchet, Milano
Diploma di maturità classica.
Laurea in Lettere Moderne — Università Cattolica, Milano
110/110 e lode. Tesi in sociologia sulla cultura giovanile.
Specializzazione in Sociologia — COSPOS, Università Statale di Milano
Formazione avanzata in metodi e teorie sociologiche.
Arnoldo Mondadori Editore
Redattrice presso la redazione di Topolino. Un’esperienza editoriale insolita che precede il ritorno alla ricerca accademica.
Ricercatrice — Università di Trento e Cattolica di Milano
Contrattista e poi ricercatrice di sociologia dell’educazione. Prima a Trento (1972–74), poi alla Cattolica, dove approfondisce i temi dell’abbandono scolastico e dell’autonomia.
Cofondatrice di CLAS
Socio fondatore della società di ricerca e consulenza nel campo della formazione, poi confluita nel 1989 in Gruppo CLAS.
Professore Associato — concorso nazionale
Vince il concorso per professore associato in sociologia dell’educazione.
Università degli Studi di Bari — Facoltà di Filosofia
Docente di sociologia dell’educazione nel capoluogo pugliese.
Università degli Studi di Genova — Facoltà di Scienze della Formazione
Si trasferisce a Genova, dove insegna sociologia dell’educazione e sociologia della famiglia. Diventa professore ordinario e vicepreside di facoltà.
Visiting Fellow — Institute of Education, Londra
Fellow dell’Unione Europea presso il Centre for Higher Education Studies, consolidando la dimensione internazionale della sua ricerca.
Pensionamento e prosecuzione dell’attività
Lascia la cattedra a Genova in gennaio ma prosegue come professore a contratto e come responsabile dell’area formazione di Gruppo CLAS.
21 dicembre 2023
Luisa Ribolzi viene a mancare a 79 anni, lasciando un’eredità intellettuale immensa e la gratitudine di generazioni di studenti, colleghi e insegnanti.
Al servizio delle istituzioni
OCSE / CERI
Membro del Consiglio Direttivo del Centre for Educational Research and Innovation in rappresentanza dell’Italia.
ANVUR
Vicepresidente dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca.
Commissioni Ministeriali
Consulente e membro di commissioni per quattro Ministri dell’Istruzione: Berlinguer, Moratti, Fioroni e Gelmini.
INDIRE
Membro del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa.
Fondazione per la scuola della Compagnia di San Paolo
Membro del Consiglio Direttivo.
AIS — Associazione Italiana Sociologi
Coordinatrice della sezione di Sociologia dell’Educazione e membro del Direttivo.
Progetto Excelsior
Presidente del Comitato Scientifico del sistema di rilevazione dei fabbisogni della domanda di lavoro delle imprese.
La sua voce, il suo pensiero
Due interventi pubblici di Luisa Ribolzi, testimonianza viva del suo modo di pensare la scuola, l’autonomia e il ruolo dell’educatore.
Le pubblicazioni
di Luisa Ribolzi
L’ironia come strumento e metodo
Interrogata su quale fosse il suo testo scientifico più importante, Luisa affermava senza esitazioni “il Manuale di Nonna Papera” (un vero e proprio bestseller pubblicato negli anni a partire dal 1970 da Disney Mondadori).
Luisa aveva una conversazione brillante, accattivante, iniziava spesso le sue conferenze o lezioni o interventi in convegni con una citazione dotta o con una battuta che catturava l’uditorio e qualche volta lo disorientava. Ma l’ironia deve essere considerata, nella figura di Luisa, tutt’altro che qualcosa di semplicemente caratteriale, solo un tratto di personalità che la rendeva piacevole nella conversazione.
Ho riflettuto su questa dimensione ed esperienza diretta dell’uso dell’ironia nelle relazioni interpersonali così come in quelle professionali e in contesti istituzionali, formali. L’ironia, come ben affermava già Socrate, è segno di libertà di pensiero, di qualità delle relazioni gestite all’insegna della leggerezza, che però lascia un segno duraturo. L’ironia è quindi un modo per alleggerire le situazioni, per sviluppare una critica intelligente e misurata, è la capacità di ridimensionare e ricollocare… Federico Fellini sosteneva che l’ironia è importante e non è una forma di disimpegno.
Per Luisa, l’ironia — “giocata” per sé e per gli altri — rappresentava un vero e proprio stile di vita non banale e quindi strumento e metodo di lavoro nei diversi contesti nei quali si è trovata ad operare, da quelli accademici a quelli istituzionali o professionali.
L’ironia concepita come strumento e metodo consente di far emergere la possibilità di ricollocare il problema posto, di non esasperarlo, di utilizzare un metro di giudizio della posizione altrui non polemico o contrappositivo, dando la possibilità di espressione a tutti i partecipanti e quindi di stabilire o di recuperare un contesto collaborativo.
L’ironia, come ben emerge da studi in ambito filosofico o psicologico, si rileva essere potente mezzo di comunicazione: infatti, attraverso l’utilizzo dell’ironia garbata le situazioni conflittuali si depotenziano, il dibattito diventa maggiormente produttivo, la comunicazione porta a esiti positivi. Luisa era molto abile nello stabilire, attraverso l’uso dell’ironia, un dialogo con persone che esprimevano idee, opinioni, o atteggiamenti distanti dai suoi. Ciò le ha consentito di entrare in molti ambienti istituzionali e non, sviluppando sempre di più una capacità cruciale nelle relazioni scientifiche e istituzionali, quella di reperire e valorizzare le risorse in campo, ma anche di dare fiducia e di stabilire relazioni solide e durature nel tempo.
Nelle nostre società, attraversate da conflitti e continue contrapposizioni e divisioni, abbiamo particolarmente bisogno di strumenti adeguati e di metodologie di conduzione delle relazioni sociali, di acquisire capacità di dialogo e di confronto che producano forme di intesa o di conciliazione.
Quanto affermato appare particolarmente importante per la scuola e più in generale per gli ambienti educativi, dalla famiglia alla comunità locale, alle varie forme di aggregazione come lo sport, alle diverse associazioni per il tempo libero. Invece di competere sistematicamente, con il risultato di chiusure e contrapposizioni a volte insanabili, andrebbero sviluppate strategie di alleggerimento delle tensioni, considerando di più la possibilità — che a volte appare proprio residuale — di costruire un accordo possibilmente duraturo, che consenta anche una migliore gestione delle risorse e delle esperienze sul campo.